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CELI immigrati

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    Ai "tradizionali" certificati CELI per l’italiano generale si sono aggiunti nel corso degli anni altri certificati, distinti per tipologia d’utenza, caratteristiche della medesima e conseguentemente per contenuti nonché metodi di verifica.

     

    Tra questi i CELI i (Certificati per persone immigrate in Italia) articolati in tre livelli, da A1 a B1, secondo la scala di proficiency del QCER. Le specificazioni relative ai tre livelli (pubblicate in: L. Rocca  2008: Percorsi per la certificazione linguistica in contesti di immigrazione, Perugia: Edizioni Guerra), descrivono il percorso ciclico legato all’elaborazione degli esami, con particolare riferimento all’analisi dei bisogni linguistico - comunicativi dell’utenza di riferimento.

     

    Tali diverse tipologie di esami, rispetto agli esami CELI per l’italiano generale, hanno in comune il riferimento ai livelli del QCER, il medesimo riconoscimento formale di titolo linguistico, le tecniche di verifica (che sono quelle tradizionalmente utilizzate in contesto di certificazione) e lo stesso rigore nel seguire e rispettare le fasi del processo di elaborazione delle prove, così come indicato dai codici etici e deontologici di associazioni scientifiche e professionali e dagli standard di qualità indicati dall’ALTE (Association of Language Testers in Europe) nel proprio sistema di qualità, nonché dalla letteratura di settore.

     

    Gli esami CELI i ed i relativi certificati linguistici si rivolgono ad un utenza ben definita, vale a dire a cittadini stranieri legati ad un progetto migratorio stanziale e  a persone scarsamente scolarizzate (CELI Impatto i). Gli obiettivi degli esami CELI i rispondono all’esigenza di garantire accessibilità e spendibilità sociale al percorso valutativo.

     

    Conseguentemente, la funzione di tali esami può essere così descritta:
    1. costituire un incentivo per iniziare e proseguire con maggiore costanza un percorso formativo, offrendo un riconoscimento tangibile e formale del lavoro svolto;
    2. rispondere alla motivazione integrativa che spinge allo studio di una L2 (motivazione che può considerarsi soddisfatta a livello di inserimento sociale con il raggiungimento del B1);
    3. rappresentare un titolo idoneo ai fini dell’adempimento degli obblighi di legge (requisito linguistico e “pacchetto sicurezza”: Decreto 4 giugno 2010 ed Accordo di Integrazione).

     

    Gli esami CELI i, pertanto, verificano non solo una raggiunta competenza linguistica, ma anche il relativo percorso formativo mirato ad accompagnare il migrante ed agevolarne il processo di inclusione. Fondamentale in tal senso è stata e rimane la collaborazione con i Centri per l’educazione degli adulti, già Centri d’esame CELI.

    Diverso il caso dei CELI per l’italiano generale rivolti ad un pubblico indifferenziato, la cui spendibilità si estende a fasce di competenza più alte (B2, C1 e C2), ed anche all’ambito accademico.

     

    In conclusione è opportuno ribadire come i CELI ed i CELI tradizionali, sulla base di quanto sinteticamente sopra esposto, appartengono a due tipologie ben distinte, non tanto dal punto di vista del riconoscimento del titolo linguistico, quanto sul piano delle funzioni e della spendibilità. Compito dei Centri d’esame, spiegare ai potenziali canditati, sulla base delle loro caratteristiche e dei loro bisogni, tale differenza.

     


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